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...per progettare e realizzare le tue attività di educazione allo sviluppo sostenibile, alla solidarietà e alla cittadinanza mondiale.

 
 

IL VIAGGIO DELLA BANANA

  • Gioco, attività di teatro

Attività/gioco di simulazione per capire il viaggio che compie la banana per arrivare alle nostre tavole, partendo dalle lontane piantagioni del centro America.

Temi

  • Alimentazione
  • Tutela delle risorse ambientali

Livello d'istruzione

  • Scuola primaria
  • Scuola secondaria 1° grado

Descrizione

Materiale: vestiti vari per i personaggi, disegni raffiguranti le banane e i soldi da applicare sulla maglia del bambino, carte di ruolo, immagini paese produttore. 

Attività: Per far calare maggiormente i bambini nei panni dei protagonisti, si consiglia di individuare un paese produttore/esportare del frutto, e preparare così una breve presentazione da mostrare, prima del gioco, ai ragazzi. Le foto hanno, infatti, lo scopo di aiutare gli alunni a capire come è fatto lo Stato dal punto di vista paesaggistico, che lingua si parla, la sua bandiera, conoscere i tratti somatici della gente che vi abita, capire cos’è e come è fatta una piantagione di banane, ecc.

 

GIOCO: ad ogni alunno viene assegnato un ruolo fra questi: PRODUTTORE, TRASPORTATORE, VENDITORE, CONSUMATORE, BANANA, MONETA LOCALE (Nella scheda completa vedere Schede ruolo in fondo al documento).

Il numero di personaggi viene deciso in base al numero totale degli alunni; ad esempio, su una classe di 29 alunni, ci saranno 3 produttori, 2 trasportatori, 1 venditore, 1 consumatore, 2 banane e 20 monete.

Queste ultime verranno divise in questo modo: 0 soldi al produttore, 2 al trasportatore, 6 al venditore e 12 al consumatore.

Una volta assegnate le parti, tutti avranno una carta di ruolo da leggere e da imparare, tranne le “banane” e i “soldi” che fungono da pura merce di scambio. Il gioco si divide in due manche: la prima in cui si simula il commercio “tradizionale” e la seconda che mira a riprodurre il commercio equo-solidale. In entrambe le fasi di gioco, i produttori raccolgono le banane per venderle ai trasportatori i quali le rivendono ai venditori, che le vendono a loro volta al consumatore, ultimo anello della catena.

Prendendo come esempio sempre la classe di cui sopra, la prima manche si svolgerà così: un produttore, raccoglie dall’albero la banana (cioè il bimbo con la figura del frutto attaccata alla maglietta) e la porta al secondo anello della filiera: il trasportatore. Questi lo acquista per 1 soldo (cioè “consegnando” il bimbo con la figura della moneta attaccata alla maglietta). Successivamente il trasportatore vende la sua banana al venditore, che la compra per 3 soldi. Il terzo anello della catena mette sul suo bancone il frutto ad un prezzo pari a 6 soldi, che vengono spesi dall’ultimo protagonista: il consumatore. Si procede con un ulteriore giro e poi, alla fine della manche denominata “commercio tradizionale” si fa un primo ragionamento. Dato che emerge l’iniqua distribuzione del denaro fra i protagonisti della filiera, ci si domanda quali possono essere le alternative: andare direttamente nei paesi produttori a comparare il frutto e riconoscere il giusto prezzo a chi lo produce? Ovviamente no, ed qui che scatta l’arma del commercio equo-solidale.

In questa seconda fase, si ripetono i medesimi passaggi della prima MA cambiano i valori dello scambio. Il trasportatore compra dal produttore a 2 soldi anziché 1, il venditore rivende la banana a 4 soldi piuttosto che 3 e, infine il consumatore acquista con 6 monete il suo frutto.

Bisogna tener conto che le proporzioni messe in atto non rispettano effettivamente quelle reali, (infatti, i produttori nella realtà guadagnano circa il 25% in più rispetto al commercio tradizionale, mentre il consumatore paga leggermente di più il prodotto finale), ma tutto è finalizzato a spiegare il tema principale: la differenza fra sistema produttivo intensivo e sistema del commercio equo e solidale.

È opportuno, alla fine del’attività, raccontare e mostrare (anche attraverso fotografie facilmente reperibili sul web) le condizioni lavorative dei raccoglitori che lavorano per la produzione intensiva i quali, dunque, vengono privati di tutta una serie di diritti fondamentali, oltre al mancato rispetto e tutela dell’ambiente.

 

Spunti didattici, obiettivi pedagogici

È un gioco utilizzato nei percorsi didattici sul tema alimentazione, che mira a spiegare la differenza fra sistema produttivo intensivo e sistema del commercio equo e solidale.

Attraverso l’immedesimazione nei vari personaggi della filiera, i ragazzi acquisiscono molti spunti importanti, spesso complicati se affrontati diversamente, riguardo a: sfruttamento lavorativo dei bambini, negazione dei diritti umani fondamentali, iniqua distribuzione dei guadagni, uso di pesticidi e prodotti chimici nelle piantagioni, ecc.

Le materie didattiche facilmente collegabili sono: scienze, educazione alla cittadinanza ed educazione alimentare. Inoltre, tale attività può rappresentare la base per un percorso didattico di sensibilizzazione su tematiche che interessano il Sud del Mondo. 

Per farsi aiutare

Il presente gioco è stato utilizzato nel percorso didattico di EA.SS.SI. “ARRIVA UN CAMION CARICO CARICO DI…”, con la Scuola Primaria di Manta (CN).
Se ne consiglia l’utilizzo con bambini con età non inferiore ai 10 anni.

Scarica la scheda "Il viaggio della banana" completa in formato PDF



Questa scheda è stata redatta dall’ong CCM.
Per informazioni e suggerimenti potete rivolgervi al referente del settore all’Educazione Cittadinanza Mondiale di:

CCM – Comitato Collaborazione Medica
Via Cirié,32/e – 10152 Torino
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