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Leggende sui fiumi

  • Racconti, narrazioni

Temi

  • Acqua

Livello d'istruzione

  • Scuola primaria
  • Scuola secondaria 1° grado

Descrizione

Trascrizione di leggende popolari, a cura dei ragazzi della scuola secondaria Lanino di Vercelli.

 

I ragazzi delle classi prime medie della secondaria Lanino, hanno svolto molte attività di ricerca e di scambio con altre scuole africane e francesi , intitolate “Ti racconto il mio fiume!”

Ecco le narrazioni orali locali che hanno raccolto dagli anziani e che hanno inviato agli altri ragazzi “corrispondenti”.

 

La Cativoira

Gli anziani vercellesi raccontavano di un’entità, chiamata “la cativoira”, che si aggirava vicino al fiume Sesia e accanto ai canali di irrigazione.

Aveva occhi verdi e mani artigliate e risultava essere particolarmente pericolosa di notte quando usciva dai suoi nascondigli per cibarsi dei bambini che catturava grazie al suo sguardo ipnotico.

Non si trattava di un  fantasma nel senso stretto del termine ma di un personaggio spettrale usato come ammonimento ai bambini per dissuaderli dall’uscire nelle ore notturne.

 

Leggende Walser

Le alluvioni del fiume Sesia

Un giorno sul far del mattino un pastore stava recandosi verso l'alpe Piana, dove teneva le bestie. Giunto alle Piode della Croce, a non molta distanza dalla cascata della Pissa, scorse una donna che saliva con passo veloce, anche troppo veloce per esser naturale. Era vestita semplicemente: una gonna nera e una camicetta bianca, sulla quale ondeggiavano i capelli fluenti. Il pastore la seguì con lo sguardo: la donna si diresse verso la cascata, si fermò un istante, spiegò un velo nero che aveva con sé e si coprì la testa e le spalle, così che la figura rimase tutta nera, poi disparve sotto l'acqua. Il pastore si guardò attorno, poi corse alla cascata temendo una disgrazia ma non vide nulla. Gli altri pastori non avevano visto nessuno davanti a loro. Concluse allora che s'era avverata sotto i suoi occhi una di quelle punizioni che, secondo la tradizione Dio riservava a certe donne malvage: rimanere appese per i capelli nel bel mezzo della cascata della Pissa col volto contro la roccia ad espiare i loro peccati. La tradizione vuole ancora che, quando una di quelle disgraziate riesce a voltare la faccia verso valle, le acque si gonfino e i paesi vengano devastati dalle alluvioni.

 

I  turnant

La condanna di coloro che hanno commesso grossi peccati non è il fuoco; essi devono scontare la loro pena nel ghiacciaio . I vecchi  raccontavano che i « turnant» (cosi erano chiamati questi condannati) si facevano sentire di notte con gemiti e lamenti e che uno di essi aveva fatto sapere che da più di trent'anni stava scontando la pena nel ghiacciaio.

Una sera, due arditi cacciatori erano entrati in un alpeggio per passarvi la notte. Durante la cena il discorso cadde inevitabilmente sulle anime del sovrastante ghiacciaio, e i due temerari ad un certo punto per far mostra di coraggio uscirono dalla baita e, rivolti al ghiacciaio iniziarono a schernire le anime condannate.

Non l'avessero mai fatto! Dal ghiacciaio si alzò d'improvviso un rumore che, scendendo verso di loro, diventava sempre più forte e spaventoso. I due sconsiderati rientrarono di corsa nella baita, sbarrarono in fretta la porta e presero i fucili, pronti a sparare contro chi, non sapevano neppur loro. Poi, cessato il rumore e diminuita la paura, si misero a pregare per le povere anime.

 

Potrebbe servire a

Il mondo dell’immaginario dei popoli può essere un luogo d’incontro per le persone che vivono in paesi diversi, o in epoche diverse…

Le fiabe e i racconti attingono alla forza dell’identità collettiva, contengono gli insegnamenti da tramandare di generazione in generazione, hanno il potere di perpetuare il legame di gruppo.

Diventare “cercatori di storie” del proprio patrimonio culturale e poi scambiarle con ragazzi di altri paesi rappresenta uno dei modi più naturali e divertenti di fare intercultura.

Il terreno d’incontro si fa davvero universale; nell’ascoltare o nel leggere un racconto o una leggenda si scoprono sentimenti comuni: il riso, la paura, la curiosità.

Le leggende e le fiabe di altri paesi ci aiutano a conoscere meglio tanto le diversità quanto le somiglianze e questo può rendere più facile l’interazione fra mondi lontani.

Per farsi aiutare

Per informazioni e suggerimenti potete rivolgervi al referente del settore all’Educazione Cittadinanza Mondiale di:

CISV – Comunità, Impegno, Servizio, Volontariato
Corso Chieri, 121/6 – 10132 Torino
Telefono: 011. 8993823
Sito web: www.cisvto.org
Email: segreteria@cisvto.org

Fax: 011. 8994700

Commenti, note

Questa scheda è stata redatta dall'insegnante Tiziana Bongianino della Istituto Comprensivo Lanino, Vercelli, con la collaborazione dell'ong CISV.