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...per progettare e realizzare le tue attività di educazione allo sviluppo sostenibile, alla solidarietà e alla cittadinanza mondiale.

 
 
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Costruire un'attività didattica nell'ambito dell'educazione allo sviluppo sostenibile e alla solidarietà internazionale

Una breve introduzione

1. In questa pagina, di carattere introduttivo, vengono forniti suggerimenti e consigli di tipo metodologico e pedagogico su come progettare, sviluppare e valutare una unità didattica per integrare l’educazione ambientale, allo sviluppo sostenibile, alla solidarietà internazionale.

I progetti in atto   nelle scuole nella nostra Regione sono già significativi, come ha rivelato la ricerca svolta nel 2009, ma  le esperienze nelle scuole possono e devono aumentare in quantità e qualità.

Un modo per farlo è progettare nuovi percorsi, ma soprattutto metterli in comune nella rete di scuole “Dalle Alpi al Sahel”.

 

2. Alcune domande introduttive  possono essere utili per riflettere e per esplicitare quali modelli  abbiamo in mente nell’affrontare la progettazione di unità di lavoro.

 

2.1. A quale idea di sostenibilità e di rapporto tra uomo e ambiente ci ispiriamo?

Riprendendo gli scenari possibili nell’educazione alla sostenibilità proposti durante l'atelier del progetto del 12 novembre 2009 da Michela Mayer si potrebbero individuare tre differenti scenari che fanno da sfondo ai percorsi educativi:

  • scenario scientista, che valorizza il ruolo dell’esperto e dell’informazione, della scienza come disciplina esatta che fornisce tutte le risposte e soluzioni ai nostri problemi (sostenibilità promossa dall’adozione di tecnologie e comportamenti meglio informati e più efficienti)
  • visione roussoviana del mondo e dell’educazione, che richiama alla necessità di impostare  un diverso rapporto tra uomo e  natura (sostenibilità attraverso l’armonia e l’empatia con la natura);
  • scenario sociocritico, che sottolinea l’incertezza delle questioni, le contraddizioni e le ambiguità delle informazioni e della conoscenza prodotta dalla scienza, proponendo di dare priorità alla complessità delle relazioni sociali e al dialogo come strumento educativo (sostenibilità come relazione, dialogo).

 

Quale scenario  sembra il più idoneo all’approccio del  progetto educativo che si vuole realizzare? 

 

2.2. Che tipo di cambiamento intendiamo promuovere?

Stephen Sterling 1 distingue tra diversi ordini di cambiamento:

  • di primo ordine, ovvero un apprendimento che ha luogo all’interno di limiti accettati e dei paradigmi esistenti, cui si adatta e di cui lascia invariati e indiscussi i valori fondamentali (es: lo sviluppo sostenibile come progresso lineare, favorito dalla crescita delle informazioni e dall’applicazione di una tecnologia sempre più efficiente);
  • di secondo ordine, che “implica un pensiero critico e riflessivo”, l’“imparare ad imparare”; (es: lo sviluppo sostenibile come uno dei possibili modelli di sviluppo, da decostruire attraverso un’analisi critica che ne mette in evidenza i limiti e le aporie)
  • di terzo ordine, ovvero “un apprendimento creativo e trasformativo, consapevole delle visioni del mondo e dei modi di agire alternativi”. (es: sviluppo sostenibile, o sostenibilità, come relazione e azione).

 

Le discussione  che il gruppo di educatori (insegnanti e educatori delle ong impegnate nel progetto) farà attorno  a queste due prime  domande  costituiscono un  primo orientamento per la  progettazione.

 

3. Si tratta inoltre  di mettere in risonanza il piano dei principi e dei criteri dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile e alla Solidarietà internazionale con il piano della reale progettazione didattica.

Richiamiamo brevemente in forma comparata i principi che in Piemonte e  in Italia sono stati formulati con un lungo e ampio processo di condivisione:

 

L’Educazione Ambientale e alla Sostenibilità  (secondo il S.I.Q.ua del Sistema Infea Piemontese 2 )

L’ Educazione alla Cittadinanza Mondiale  (secondo la Carta di qualità  del mondo delle Organizzazioni Non Governative italiane 3 )

  • promuove e mette al centro la sostenibilità (intesa come riconoscimento, cura e promozione dei beni comuni)
  • permette di comprendere e “vedere le connessioni”  che esistono sui grandi problemi che la comunità internazionale deve affrontare per uno sviluppo umano e sostenibile
  • promuove cittadinanza attiva, facilitando lo sviluppo di competenze e di autonomia.
  • unisce la costruzione di conoscenza con l’agire sociale.
  • rende protagoniste le persone del loro percorso di crescita e di consapevolezza
  • incoraggia ad agire come cittadini, a livello individuale e collettivo,  per operare cambiamenti;
  • riconosce, tiene conto e si rapporta alla complessità (dell’ambiente, del pensiero
  • e dell’apprendimento)
  • promuove l’integrazione dei saperi e delle  metodologie, per costruire nuove conoscenze
  • è attenta al territorio (locale) e al pianeta (globale)
  • mette in contatto i territori e le persone del Nord e del Sud del mondo per un apprendimento reciproco e per instaurare relazioni di solidarietà e scambio
  • ha come presupposto, modalità e fine la costruzione di senso e partecipazione. Pertanto basa il proprio funzionamento sulla capacità di riflettere sui processi, che promuove a tutti i livelli e presso tutti i soggetti
 
  • individua e persegue obiettivi prendibili, in un’ottica di efficacia e coerenza
 
  • deve essere parte e favorire il lavoro di rete
  • mette in contatto i territori e le persone del Nord e del Sud del mondo per un apprendimento reciproco e per instaurare relazioni di solidarietà e scambio
 
  • cerca di influenzare le politiche economiche, sociali ed ambientali nazionali e internazionali, affinché siano politiche più giuste, sostenibili e basate sul rispetto dei diritti umani

 

Progettare un’unità didattica  permette di  riferirsi a questi  principi/ criteri nati, dando   loro una forma concreta e scegliendo  una metodologia coerente, nonché confrontabile con gli altri soggetti che partecipano al progetto “Dalle Alpi al Sahel”.

 

Ricordiamo che progettare un’unità didattica  non comporta  solo il momento ideativo, in cui si delinea ciò che si intende fare, descritto in un testo, bensì il processo che si mette in moto per attuare concretamente quanto previsto inizialmente: il progetto vero è quanto viene fatto per realizzare l’idea iniziale. E’ un processo che si dipana nel tempo, punteggiato da imprevisti ed incidenti critici, ripensamenti e ridefinizioni in itinere.

In questo senso la valutazione dialogica è di grande aiuto e costituisce una parte fondamentale del processo.

 

 

4. Da questa pagina introduttiva è possibile passare alla traccia per la progettazione di una unità didattica, che é di fatto un formulario ispirato ai suddetti principi. 

Seguire una traccia comune per dare forma al lavoro didattico, potrà rendere confrontabili e trasferibili in altri contesti le esperienze proposte nel kit.

In corrispondenza di ogni sezione di questa traccia vengono date alcune istruzioni pratiche per la compilazione (es. a quali strumenti / sussidi presenti nel kit  riferirsi per avere delle idee).

Si dovrà  compilare questa traccia sia all’inizio del progetto, sia al termine, per relazionare sugli esiti.

 

SCARICA LA SCHEDA"ISTRUZIONI PER L'USO"  (formato Pdf)

 

SCARICA LA SCHEDA PER LA PROGETTAZIONE DI UNA UNITA' DIDATTICA (formato Word)

 

 

5. Gli insegnanti che utilizzeranno il formulario per progettare il loro  percorso didattico, sono invitati  a “restituire”  la scheda compilata, dopo aver realizzato l’unità didattica ed averne valutato gli esiti. per arricchire con nuovi elementi il processo di apprendimento e scambio della comunità di pratica e di ricerca del  progetto  “Dalle Alpi al Sahel”.

Oltre alla scheda, è auspicabile che siano anche forniti  i materiali utilizzati o prodotti finali elaborati dalle scuole  (storie, video,  immagini, giochi) nel percorso didattico ideato.

 

Indirizzi a cui inviare il formulario compilato:

alpes-sahel[nospam]regione.piemonte.it

cop[nospam]ongpiemonte.it 

 



Sterling, Educazione sostenibile, Anima Mundi Editrice, 2006

2  SISTEMA di INDICATORI di QUALITÀ per la valutazione delle progettualità nell’ambito dell’Educazione Ambientale alla Sostenibilità nel Sistema In.F.E.A. piemontese è stato adottato nel febbraio 2010 dalla Regione Piemonte

3 La Carta di qualità per l’educazione per una cittadinanza mondiale è stato elaborata in modo dialogico tra ong, scuole, enti locali in 6 regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Campania) ed è reperibile in http://www.educazioneallosviluppo.net/sistemaeas.htm