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...per progettare e realizzare le tue attività di educazione allo sviluppo sostenibile, alla solidarietà e alla cittadinanza mondiale.

 
 
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Promuovere il cambiamento...costruendo scambi scolastici internazionali

Una breve introduzione

L’idea di incontrarsi per scambiare idee e oggetti non è nuova. Il primo uomo che ha fatto la scelta di scambiare invece di prendere con la forza, ha introdotto nella storia un atto civile senza precedenti. Deve essere stata una persona intelligente, sensibile, probabilmente donna. Scambiando liberamente e in modo equo, ci si arricchisce, senza che nessuno si debba sentire svantaggiato. Ogni ora lavorata, in termini economici da considerare uno scambio di lavoro per denaro, significa un’ora in meno da dedicare ai figli, agli amici, al tempo libero, alle altre passioni della vita.

Partecipare ad uno scambio di natura economica significa dare per avere; rinunciare a qualcosa di valore per ottenere qualcos’altro ancora più desiderato o necessario.

Gli scambi interculturali invece non hanno nemmeno questo difetto. Si dà senza perdere niente e si riceve al momento stesso. E’ una straordinaria opportunità di scambiarsi i beni immateriali di cui ognuno di noi è portatore -idee, valori, sentimenti, approcci alla vita- e di arricchire la propria “identità”, la propria “cultura personale”, i propri “vissuti”.

Ogni incontro con chi è diverso, è un’opportunità di capire chi si è realmente, costituisce un aiuto a “strutturare” la propria identità, o meglio a “ristrutturarla” in base all’esperienza accumulata e al contesto di vita che influisce su ciascuno di noi. Infatti, la condizione umana non è soltanto determinata da chi si è, ma anche da fattori ambientali, il mondo attorno a noi, di cui fanno parte anche gli altri esseri umani.

La percezione del mondo che ci circonda è cambiata radicalmente negli ultimi decenni. I mass media ci hanno portato il mondo in casa e le persone si spostano di più. Il confronto con altre cultura adesso avviene nella quotidianità del lavoro, la scuola, il contesto urbano, lo sport, il tempo libero; meno legato ad un territorio, più a stili di vita e modalità di essere.

Come genitori, insegnanti ed educatori non possiamo rimanere indifferenti rispetto al mondo in movimento. Bisogna continuare a fornire ai ragazzi di cui ci occupiamo una chiave di lettura del mondo attuale che permetta loro di agire come persone consapevoli e responsabili, di fare delle scelte coraggiose e di realizzarsi come esseri umani irripetibili. Come dice il mago Silente a Harry Potter: “non è importante chi sei, ma le scelte che fai”. Soprattutto in questo momento di crisi globale che ha messo in evidenza i pericoli di un modello di crescita senza regole e senza legame con la realtà, è importante che i nostri ragazzi riconoscano nel mondo un luogo di crescita per tutti e non un terreno di conquista.

Parecchie scuole italiane hanno, nel recente passato, sperimentato percorsi di scambio con scuole fuori Europa, a volte con successo, a volte no, molto spesso con risultati non ben definiti. Come emerge da una piccola ricerca che i curatori hanno fatto, molti progetti hanno avuto uno slancio iniziale, ma si sono trovati in difficoltà a sostenere lo sforzo di dare continuità alle attività nel tempo. Questa pubblicazione intende imparare da queste esperienze ed esplorare i fattori di successo ed insuccesso, a partire da un’analisi fatta direttamente dagli attori coinvolti.

 

 

Linee guida, emerse da esperienze fatte in varie scuole italiane

Le attività di scambio internazionale fra scuole, comunità locali, strutture educative e culturali hanno come scopo principale quello di sviluppare un rapporto di reciproca conoscenza e scambio culturale fra tali realtà.

Ciò può avvenire in modi molto differenti fra loro, come percorsi di avvicinamento fra territori, varietà culturali e linguistiche ed avere durata, metodologie, modalità di realizzazione diverse. Anche gli scopi specifici e i livelli di approfondimento possono essere i più vari.

Tuttavia, in ogni caso, tali scambi devono porre attenzione ad alcuni elementi irrinunciabili:

 

  1. La relazione deve essere basata sull’assunto che ogni espressione culturale è parimenti interessante e stimolante per accrescere la formazione di ognuno e che lo scambio paritario favorisce la decostruzione di un immaginario, spesso stereotipato e a senso unico
  2. La programmazione delle attività di scambio e gli obiettivi vanno negoziati a monte con i partner e con tutte le istituzioni culturali coinvolti per dar luogo a effettivi processi di condivisione
  3. La programmazione didattica delle attività di scambio va inserita nei Piani dell’Offerta Formativa e integrata con quelle di classe e di istituto, per favorire un maggiore coinvolgimento degli insegnanti e un approccio interdisciplinare, coerente con un ripensamento in chiave interculturale dei curricula
  4. Va posta la massima attenzione al linguaggio utilizzato. Devono essere evitati messaggi pietistici, vagamente solidaristici e - a maggior ragione – culturalmente colonialistici, in quanto mostrano come unica via percorribile quella di uno sviluppo all’“occidentale”
  5. Bisogna mantenere la memoria dei percorsi, attraverso pubblicazioni, pagine web, mostre permanenti o altro, affinché l’esperienza divenga nel tempo patrimonio dell’intera comunità e venga valorizzata nella sua portata culturale
  6. Promuovere uno scambio paritario con scuole dei vari paesi d’origine richiede che ne sia evidenziato il valore culturale e che sia inserito in un’ottica dove ognuno ha da imparare dall’altro
  7. Questo processo non può essere costruito semplicemente con gli alunni d’origine straniera. Ad essi non si può far carico di eccessive richieste di informazioni sui loro paesi, di cui possono non avere memoria… o addirittura “non volerla avere”
  8. Ai fini di un effettivo collegamento fra “territori”, è opportuno coinvolgere quanto più possibile istituzioni locali, associazioni, enti e agenzie culturali anche esterne alle scuole ed eventuali sponsor. Ciò non significa che queste esperienze debbano essere impostati secondo lo schema di un vero e proprio “gemellaggio”, salvo casi particolari, anche per evitare di trovarsi a gestire complessi rapporti interistituzionali che potrebbero spostare l’attenzione dagli scopi di scambio fra comunità di base
  9. Per favorire al massimo l’approfondimento delle attività, va previsto un approccio coinvolgente (laboratori, animazioni) e vanno programmati incontri con esperti, animatori interculturali, eventuali operatori bilingui per la comunicazione con le scuole e le comunità dei paesi partner. Vanno altresì previste le variabili che potrebbero influire positivamente o negativamente sulle attività e le risorse necessarie per garantire la qualità e la durata delle esperienze
  10. Eventuali viaggi di scambio vanno abbinati ad attività didattiche e di studio (piccoli corsi di lingua, di disegno, di osservazioni scientifiche…) per dar luogo a effettivi rapporti interculturali con la partecipazione attiva di tutti i soggetti
  11. Un programma di scambio internazionale fra scuole non deve essere utilizzato come pura occasione di educazione alla solidarietà.
  12. Qualora il partenariato sia abbinato a raccolta fondi, la raccolta va fatta per sostenere l’intero progetto di scambio e non soltanto per inviare fondi ai partner, attività che rischierebbe di veicolare stereotipi anziché decostruirli e consolidare convinzioni di malintesa superiorità con gli atteggiamenti che ne conseguono.